May 3 2009

TOTTI10

No, non e’ che mi sto convertendo alla fede calcistica.

E’ che l’altro giorno stavo guidando verso casa, ero sul San Mateo bridge, quando vedo una macchina, molto simile alla mia, una Infiniti G35 Coupe se non ho visto male, pure il colore era uguale o molto simile. Mi scappa l’occhio sulla targa. Era abbastanza distante, non riuscivo a leggere bene, ma mi sembrava fosse qualcosa tipo “TOTTI…”. Fra me e me penso “boh, una coincidenza.”. Mi avvicino, ora riesco a leggere bene, e la targa e’ “TOTTI10”. Ripenso fra me e me: “ma sara’ un tifoso della Roma? Ma no, figurati, si vede che totti in qualche lingua vuol dire qualcos’altro, oppure e’ un acronimo per qualcosa”. Poi accendo altri due neuroni e, nonostante io sia estremamente lontano dal mondo del “soccer”, parlato, giocato, visto o anche solo pensato, realizzo che il 10 e’ il numero di maglia del Pupone… Quindi “TOTTI10” e’ davvero la targa di un aficionado. Accellero, in barba ai limiti di velocita’ per vedere che faccia ha il tipo, mi affianco. Il tipo e’ attorno alla mia eta’, da quel che posso vedere dal finestrino e’ ben vestito e ben curato, e quindi non e’ americano :) . Senza dovermi sforzare troppo vedo appeso allo specchietto retrovisore un gagliardetto tricolore enorme. Ma allora sei davvero un fan del pupone immigrato! Avrei voluto dirgli qualcosa in corsa, ma che gli dicevo? Pero’ mi ha incuriosito…

Amico fan del pupone che vai in giro con una Infiniti grigia targata TOTTI10 sulla Highway 92, ho farcito questo post di keyword utili, in qualche giorno sara’ indicizzato da Google e chissa’ mai che tu possa trovarlo… Fatti vivo!


Apr 24 2009

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Ok, non ho bisogno di tradurre nulla al momento ma, se anche solo per caso avessi avuto bisogno di traduzioni, con una mail come questa davvero pensate che io venga a servirmi da voi?


Mar 28 2009

La scelta del nome

La scelta del nome per un figlio e’ decisamente qualcosa di molto importante. Importante perche’, come prima cosa, quella povera creatura dovra’ portarselo con se per tutta la vita. E’ quindi il caso che sia un nome che possa piacere in primis a lui. Il compito gia’ sarebbe estremamente complicato se questo fosse l’unico requisito da esaudire, purtroppo non e’ cosi’, perche’ le cose da tenere in mente quando si cerca un nome per una persona nuova che deve arrivare sono davvero tante, cosi’ tante che ogni volta che ti viene in mente qualcosa pensi di avere trovato un bel nome, una bella soluzione, e invece, trenta secondi dopo, ti accorgi che qualcosa non va. A volte puo’ essere il suono, a volte il significato, a volte la provenienza della parola, l’uso che se ne fa nel mondo, la frequenza con cui si sente quel nome, la modernita’ o vetusta’, quali sono le eventuali varianti che, un giorno, potrebbero essere usate da qualcuno per chiamarlo. E poi: tutte queste varianti come suonano in ognuna delle tre lingue che si abituera’ ad usare? Come sara’ chiamare quel nome quando si trova in una nazione diversa? E come suona il nome con il cognome? Lega? Stona? Vogliamo considerare la storia culturale del nome? Vogliamo considerare le religioni del mondo con cui quel nome viene accomunato? E una volta identificato un nome, come fare a dissociarlo nella nostra mente dalle persone che si conoscono che gia’ lo portano in modo da non autoinfluenzarsi? Vogliamo poi tenere in considerazione l’opinione degli altri riguardo a questo nome oppure ce ne freghiamo? Ma e’ un nome da vecchio? Ma esistono nomi da vecchio? E il secondo nome? Lo vogliamo o non lo vogliamo? Come suonano tutti i nomi messi insieme? E le iniziali che cosa formano?

Insomma, e’ un gran casino…

Nonostante cio’, siamo riusciti a ridurre tutto il marasma onomastico ad una ridottissima manciata di nomi, ed ora che il sesso e’ una certezza, possiamo proporli pubblicamente.

Non vi faro’ sapere se abbiamo gia’ scelto fra questi quale sara’ il nome che daremo al nostro pupo oppure se siamo davvero cosi’ confusi al punto di dover scegliere il nome grazie ad una survey su un blog. Ci farebbe comunque piacere sapere voi cosa ne pensate. Provate a fare questo gioco: leggete i nomi che vi propongo, fate la vostra analisi e ditemi qual’e’ quello che fra questi vi dice qualcosa. Ok?


Mar 18 2009

A casa nostra piace la pasta

Ho aperto l’armadietto in cucina ed ho realizzato che a casa nostra piace la pasta…

O no?

Pasta anyone?


Feb 14 2009

Mi offrono un incarico di responsabilita’

Mi offrono un incarico di responsabilita’” Cosi’ diceva Lorenzo, che ai tempi si faceva chiamare solo Jovanotti, in una delle sue canzoni piu’ profonde. Era il 1997 e l’album si chiamava “L’albero”, ma questo non e’ importante. Ricordo quando ascoltai questa canzone per la prima volta: immediatamente mi fu chiaro il significato del suo testo, quello piu’ intrinseco, quello mascherato dalle metafore. E ricordo anche che per la maggior parte del pubblico era semplicemente un testo ambiguo, uno dei tanti che lui ha scritto. Poche persone sono state in grado di cogliere il significato vero, quello da interpretare. Da allora alcune frasi di quel pezzo sono sempre rimaste nella mia testa, appoggiate in un angolino, tranquille, senza fare rumore, ma presenti. 

Ed oggi piu che mai, in questo giorno particolare, dove la coppia Cuore&Amore e’ dappertutto, quelle parole risuonano nella mia testa, e le voglio lasciare qui, su questo strapazzato luogo virtuale dove lasciare pensieri sotto forma di lettere.

Mi offrono un incarico di responsabilità
mi hanno detto che una nave c’ha bisogno di un comandante
mi hanno detto che la paga è interessante
e che il carico è segreto ed importante

Chi riesce a vedermi come comandante di nave? Io faccio ancora fatica ad immaginarmi in quel ruolo, non riesco a vedere e capire bene, pero’ la paga e’ interessante e non vorrei lasciarmela sfuggire. Ed il carico importante? Se e’ importante qualcuno lo deve portare a destinazione… e l’incarico di comandante lo hanno offerto a me… Quindi quello dovrei essere io…

No, oggi non so se riesco a vedere l’immagine di me stesso vestito da comandante, eppure ci vorrei provare, tra me e me so che saprei cavarmela. Certo, potrebbero capitare anche situazioni di mare grosso, con le onde che ti sbattono di qua e di la, pero’ basta saper usare bene il timone, no? Prendere quelle decisioni al momento giusto, timonare verso la calma, ed ecco che ogni onda ti ha insegnato qualcosa, qualcosa da sfruttare al prossimo temporale.

Il pensiero della responsabilità si è fatto grosso
è come dover saltare al di là di un fosso
che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato
saltare verso il tempo indefinito dell’essere adulto

Eh si, il pensiero e’ grosso, inutile nasconderlo. Tanto grosso. Una volta partito non si puo’ tornare indietro, c’e’ da condurre la nave fino dall’altra parte, ed essere il comandante vuol dire risolvere tutti i casini, sistemare tutto in modo che tutto funzioni al meglio, tenere la rotta il piu’ coerentemente possibile vicino a quella segnata sulla mappa. E tutto questo va fatto tutti i giorni, dal primo fino a chissa’ quanto. E’ decisamente come saltare al di la di un fosso, in un terreno che non sai se e’ secco o fangoso, fermo o molliccio. L’unica cosa che sai e’ che non puoi tornare indietro, c’e’ solo una via, ed e’ di la’, verso il futuro. Ma… Mi tocchera’ diventare grande? Mi tocchera’ diventare adulto per davvero per indossare la divisa da comandante? Forse un po si, ma conoscendomi immagino avro’ i miei momenti da comandante adulto, serio e fermo, ed altri che magari si fa fatica a catalogarli nella categoria “adulto”… Vabbe’, dopotutto sono sempre io, e nessuno ha detto che sulla nave non si puo’ ridere, no?

di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura
cosa sarò?
dove mi condurrà la mia natura? 

Paura? Ebbene si, e’ inutile negare. Questo viaggio mette paura. Ti possono dire e raccontare tutto quello che vuoi, ma la paura c’e’ e resta. Dopotutto in quel posto non ci sono mai stato, quantomeno da comandante. C’e’ la nebbia di fronte a me. Cosa saro? Come mi comportero? La mia truppa sara’ felice di avermi come comandante? Li sapro’ condurre come si deve? Sarebbe bello saperlo prima… O forse no? No, forse no. Che viaggio sarebbe se non ci fossero le sorprese, belle e brutte? Sarebbe un viaggio piatto dove non succede nulla e non c’e’ occasione per divertirsi. Invece io mi voglio divertire un sacco in questo viaggio, voglio ridere, voglio essere talmente felice da piangere.

arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione
e adesso è questo giorno di monsone
col vento che non ha una direzione
guardando il cielo un senso di oppressione
ma è la mia età, dove si guarda come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà

Lo voglio fare sto viaggio? Voglio essere il comandante della nave? Voglio davvero partire?

che responsabilità si hanno
nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto
e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera
dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera
ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare

Gia’… responsabilita’ qui e’ decisamente la parola chiave… e la metafora della partita a scacchi la trovo assolutamente appropriata.

mi offrono un incarico di responsabilità
domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
getterò i bagagli in mare
studierò le carte
e aspetterò di sapere per dove si parte
quando si parte
e quando passerà il monsone dirò
levate l’ancora
diritta
avanti tutta
questa è la rotta
questa è la direzione
questa è la decisione

Si. Assolutamente si. Sono pronto a partire.
Ho gettato i bagagli a mare.
Abbiamo levato l’ancora.
Dritta. Avanti tutta.

Questa e’ la decisione.

Auguri, Comandante.

 

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Dec 31 2008

Auguri? Ma si…

Rapidi e generici auguri di buon anno nuovo ai miei 2 lettori, piu’ quelli che si affacciano su Facebook. Buon tutto.


Dec 22 2008

Com’e’ che c’e’ la crisi ma sono tutti alle Maldive?

Leggo sul Corriere di oggi:

«È FINITA L’ERA DELLE VACANZE DELL’EFFIMERO»
«Crisi? Gli italiani riempiono i voli per Maldive e Caraibi»
Solo il 3% parte chiedendo un prestito.

Ma non c’era la crisi?

A volte fatico a capire…


Dec 20 2008

Natale?

Negli USA ci sono seguaci di tante religioni, e quando dico tante, intendo proprio tante, da quelle piu’ ovvie e conosciute nel mondo a cose da “mercatino rionale”.

Ovviamente, ogni religione ha le proprie festivita’ e ricorrenze, tante di esse capita che siano le stesse, chiamate con nomi diversi, ma tante sono a se stanti.

Probabilmente, se marcassimo un calendario con le ricorrenze di tutte le religioni che si possono trovare in giro, scopriremmo che il 75% dei giorni dell’anno si dovrebbe stare a casa dal lavoro, a commemorare questa o quella festivita’.

Questo e’ uno dei motivi per il quale, negli Stati Uniti, i dipendenti delle varie societa’ non hanno giorni di festa religiosa predefiniti, ma, solitamente, hanno tre giorni di “vacanze religliose” che possono allocare a loro piacimento durante l’anno, a seconda della religione rispettata.

Il secondo, non meno importante, motivo, e’ per evitare discriminazioni: se l’azienda chiude a Pasqua, che dicono, per fare un esempio, i dipendenti musulmani? 

Tutto secondo la grande logica di, almeno apparente, democrazia statunitense (si, lo so, su questo punto ci si potrebbe scrivere una biblioteca intera…).

Ma allora perche’ da inizio novembre a fine dicembre tutte le vetrine della maggior parte dei negozi appare cosi’:

Vetrina natalizia

Vetrina natalizia(per la cronaca: questa e' una FARMACIA!)(ok, urge un post sulle farmacie americane...)

E perche’ tutte le aziende chiudono a Natale? E perche’ tutti i supermercati, normalmente aperti 24 ore su 24, sette giorni su sette, chiudono a Natale? Non e’ forse discriminazione, la stessa che si voleva evitare con i giorni di vacanza “floating”?

Boh…


Dec 11 2008

Il giro di boa

Cosi’ almeno viene definito, non so se a ragione o no, visto che il giro di boa ai 40 presuppone l’arrivo al traguardo agli 80, e io ho intenzione di remare anche oltre quel traguardo…

Comunque, definizione giusta o no, oggi ho fatto la manovra ed ho girato attorno a quella boa. Dovrei sentirmi piu’ grande? Piu’ maturo? Non lo so, non penso si debba attribuire ad un numero, ad un identita’ anagrafica, maturita’, sicurezze, crescita o conoscenza. La vita e’ sempre la stessa, procede lungo i propri binari ed io ci rotolo sopra, fermandomi ai semafori rossi e godendo di quelli verdi.

Ho sempre reputato il mio compleanno la ricorrenza piu’ importante durante l’anno, e, per lungo tempo, mi sono sempre abbacchiato nel vedere la giornata dell’11 dicembre passare ricevendo auguri da poche, pochissime persone. Abbacchiatura che e’ sempre passata presto, perche’ sono convinto che non sia il numero delle persone che ti fanno gli auguri la cosa importante, ma le poche persone che te li fanno con il cuore, con il vero piacere di sentirti per dirti che nonostante un altro anno sia passato, loro ci sono ancora e sanno che tu ci sei.

Quest’anno e’ andata un po’ diversamente, perche’ la tecnologia e i social network sono diventati a portata di tutti, facilitando il compito delle persone. Facebook ti ricorda che oggi e’ il compleanno di questo e quello e basta un lazy click per mandare degli auguri. E infatti ne ho ricevuti a bizzeffe. Solo una volta pero’ il telefono e’ suonato oggi, e dall’altra parte del filo l’unica persona (parenti stretti esclusi) che so avermi fatto gli auguri solo per dirmi “io ci sono”. A questa persona, che probabilmente nemmeno mai leggera’ queste mie parole, ma non e’ importante, il mio piu’ grande grazie.

E grazie ovviamente anche a tutti gli altri, facebook o no, che hanno dedicato del loro tempo per mandarmi degli auguri. Come dicevo, per me questa giornata significa qualcosa, durante questo 2008 significa ancora di piu’, quindi grazie a tutti per esservi ricordati di me in qualche modo, per avermi tenuto nei vostri pensieri almeno per quei venti secondi fra un click e l’altro.

E via, semaforo verde, rotolo felice sui binari della mia vita aspettando con impazienza la prossima stazione importante dove fermarmi per meditare.

Il neo-quarantenne Markino


Nov 3 2008

Domani si vota

I candidati alle elezioni presidenziali USA 2008

I candidati alle elezioni presidenziali USA 2008

O, quantomeno, i cittadini di questo pittoresco paese che si sono registrati in tempo per farlo, domani voteranno. Gia’, perche’ le procedure elettorali qui sono estremamente diverse dal resto del mondo, e se vuoi votare ti devi volontariamente registrare prima. Tutti i cittadini hanno il diritto di farlo, ma nessuno li chiama, devono andare loro. Particolare anche il dove andare a votare: in Italia siamo abituati alle scuole aperte durante i weekend elettorali, con i soldati dell’esercito alle porte a controllare. Qui invece se io voglio mettere a disposizione il mio garage per il giorno del voto, posso farlo: faccio richiesta, mi viene mandato il minimo necessario e tutte le persone che abitano vicino a me verranno ad esprimere il voto nel mio garage. Ho scritto ‘pittoresco’ mica per sbaglio…

Comunque, domani da queste parti si vota. La cosa che colpisce di piu’ e’ che il presidente di questo paese ha in qualche modo, indirettamente, peso nel mondo intero, quindi il risultato del voto puo’ cambiare le cose a tutti quanti, non importa cittadini di quale paese.

Vediamo come va. Io ho la mia simpatia per uno dei candidati, ma non voglio parlare di politica, non e’ da me. Speriamo in un futuro un pochino migliore per tutti quanti.